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storia del turismo


Commercianti, pellegrini, artisti. Spostarsi nel XVII secolo non è facile: le vie sono faticose e pericolose ed i monti fanno paura. Si è contenti, quando sono oltrepassati. Locande e stazioni postali sono luoghi di sosta sicuri, nel mezzo della natura, spesso anche nemica. Qui i viaggiatori ricevono quello che gli serve per il lungo viaggio: cavalli, manutenzione delle carrozze e anche delle cure mediche.
Attraverso le guerre napoleoniche il Tirolo divenne tema di discussione in tutta l’Europa: Andreas Hofer ed i suoi combattenti vennero ammirati fino a tal punto, che molti poeti gli dedicarono poesie e canzoni. Nell’epoca del romanticismo invece le Alpi perdettero il loro aspetto cupo e spaventoso: la natura era da adesso in poi un mondo alternativo e fantastico alla triste vita cittadina. Si può dire che il XIII secolo è la data di nascita del turismo nelle Alpi.
L’elite europea trascorre le estati nei famosi luoghi termali. Ma dove andare in inverno? Merano ad esempio non offre acque termali, ma bensì un clima molto più mite in rispetto al nord delle Alpi. Nel Tirolo le cure termali hanno una lunga tradizione. Già nel Medio Evo si costruivano semplici casette in legno, le così dette “Badehütten”, le “casette da bagno”.
In questo periodo vennero scritti anche molti libri di viaggiatori. Questi primi racconti turistici ritraggono il paese e la sua gente. In un libro francese del 1823 si trova questa simpatica descrizione: “Il tirolese raramente lavora senza fischiando e non appena sente un po’ di musica, inizia a cantare ed a battere il ritmo con le mani”.
Con la costruzione della linea ferroviaria del Brennero nel 1860 si riducono le distanze. Da ora in poi non è più un gran sforzo oltrepassare i passi montani per raggiungere i luoghi di soggiorno. Anche l’imperatrice Elisabetta (Sissi) viaggio nel 1870 con il treno a Merano e rimase molto entusiasta.
All’epoca, la chiesa era scettica in confronto al turismo, perché i turisti – secondo le autorità ecclesiastiche – portavano con se la cultura urbana, le idee liberali e la vita “peccaminosa”. Ma la loro resistenza era futile. La regione del Tirolo divenne sempre di più un posto piacevole per trascorrere le vacanze estive. Così man mano vennero anche costruiti i cosi detti “Grand Hotel”, come ad esempio a Merano, Arco, Gries, Dobbiaco o al Lago di Carezza.
Un altro aspetto fondamentale per il turismo è la nascita dell’alpinismo: avventurieri osavano a scalare le vette più alte e pericolose. Così venne fondato l’”Alpenverein”, un club alpino che costruì una fitta rete di sentieri e rifugi montani.
Le cose però cambiarono durante la prima guerra mondiale. Dal 1914 al 1918 il fronte montano nelle Dolomiti era collocato attorno ai centri turistici. Dopo la divisione del Tirolo, la parte Sud divenne una regione del regno d’Italia. L’italianizzazione del Sudtirolo portò non solo aspetti negativi, ma anche nuovi turisti. “Visitate l’Alto Adige!” era il motto durante l’era fascista.
Gli anni venti e trenta erano anche gli anni del grande cinema di montagna. Soprattutto registi e produttori tedeschi erano affascinati delle montagne e delle valli del Sudtirolo. Attraverso questi film venne fatta molta pubblicità per la regione.
 
Dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, l’Europa inizia un nuovo capitolo della storia. È il periodo del grande boom economico, e, soprattutto per i turisti germanici ed austriaci, il Tirolo del Sud diventa il portale per la “bella Italia”: trascorrere le ferie in Italia, assaporare la cucina ed i vini italiani, ma soprattutto, poter parlare la propria lingua! Man mano vengono costruite nuove strade, alberghi e molte famiglie del posto si dedicano al turismo. Negli anni 70 venne poi costruita l’Autostrada del Brennero, un punto fondamentale per la mobilità e la circolazione delle vetture. L’era doro del turismo alpino erano gli anni 70 e 80, ma tutt’ora, il territorio gode di vacanzieri fedeli, che da oltre 30 anni trascorrono le loro settimane di ferie nella nostra regione.
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